Piccole note storiche su “Il ciondolo“.

Il romanzo è totalmente frutto di fantasia, ma il contesto storico in cui è ambientato è vero. Sono veri pertanto:
- il Trattato di Waitangi,
- il terremoto accaduto a Wellington, così come è vera (da fonti storiche recuperabili anche in Internet) l’affermazione che “paradossalmente le case in legno sopportarono molto meglio le scosse rispetto a quelle in pietra“,
- la presenza, in quel periodo, di fiumi fertili di pepite d’oro sull’Isola del Sud in direzione del monte Aspiring,
- la reale possibilità di trovare lungo i fiumi con estrema facilità anche ciottoli di giada,
- l’esistenza, all’estremo sud dell’isola di Stewart, di un unico, piccolo insediamento all’epoca già disabitato,
- tutti i nomi Maori, sia quelli relativi agli oggetti che agli individui.
- Gli unici paesi con i nomi di fantasia sono Keymore e Torymell.
- La ricompensa che il latifondista Arthur Blunt promette ai due avventurieri Marlon ed Eric Ross per il recupero del ciondolo di giada è espressa in …. dollari e …. lingotti d’oro. Questo è un piccolo vezzo che ho voluto volontariamente lasciare ricollegandomi ad alcuni romanzi ottocenteschi dove a volte, le città od i paesi venivano nominati utilizzando solo i puntini di sospensione.